FINANZA: MARIA SHARAPOVA POSITIVA ALL’ANTIDOPING CON IL MELDONIUM. COMPLOTTO CONTRO LA RUSSIA?

DALLA RUSSIA ARRIVA L’ENNESIMO SCANDALO: MARIA SHARAPOVA HA ANNUNCIATO DI ESSERE RISULTATA POSITIVA AD UN TEST ANTIDOPING, DOPO AVER ASSUNTO IL MELDONIUM, UN POTENTE ANTICOAGULANTE.
Qualche giorno fa Maria Sharapova, stella della Russia del tennis, ha annunciato di aver fallito un test antidoping, per aver assunto il meldonium. Non sapeva, tuttavia, che il farmaco, le cui tracce sono state trovate nel suo sangue, rientrava tra quelli considerati proibiti.

Anzi, ha ammesso di farne uso fin dall’età di diciannove anni, come rimedio per una serie di infortuni e di problemi di salute. Tra questi, una lieve irregolarità a livello cardiaco, che casualmente si scopre solo ora, ed un principio di diabete ereditario.

COS’È IL MELDONIUM, CHE HA FATTO FALLIRE IL TEST ANTIDOPING A MARIA SHARAPOVA

Il caso ha voluto che il meldonium fosse dichiarato illegale solo dal gennaio di quest’anno e che, sebbene la Wada (l’agenzia mondiale antidoping) avesse inviato la lista nera dei farmaci aggiornata a tutti i suoi atleti, la Sharapova non l’avesse letta per distrazione.

Troppe coincidenze?

Forse no, se si pensa che in effetti il meldonium (principio di un farmaco diffuso con il nome commerciale di Mildronate) viene sintetizzato in Lettonia ed utilizzato principalmente nell’Europa dell’Est. E questo non per spirito patriottico, ma perché nella maggioranza degli altri Paesi del mondo è vietato. Tra questi, anche gli Stati Uniti, dove la Sharapova vive da circa 15 anni e dove la Food and Drug Administration ha messo uno stop alla circolazione del farmaco.

LE TROPPE DOMANDE SUL CASO MARIA SHARAPOVA, SUL MELDONIUM E SULLA WADA

Le domande che sorgono sono quindi moltissime. Come è possibile che Maria Sharapova non si fosse posta il problema dell’assunzione di un farmaco vietato nel Paese in cui vive?

Perché la tennista ha accettato di prendere un anti-ischemico e anti-coagulante molto forte, usato per patologie croniche e infarti, se la sua è solo una lieve irregolarità dell’elettrocardiogramma?

E perché questo presunto problema di salute non è mai stato reso noto e non è stato affrontato da parte dei medici?

È proprio sui medici personali della Sharapova che cominciano ad assieparsi i dubbi maggiori. La tennista, pur facendo mea culpa e prendendosi la totale responsabilità delle proprie azioni, infatti, ha ammesso di essersi semplicemente fidata del medico che le prescriveva il farmaco.

Ma al centro del ciclone c’è anche la Wada, che avrebbe aspettato mesi prima di dichiarare il meldonium illegale, sebbene già numerosi studi avessero dimostrato che fosse in grado di garantire gli effetti di una sostanza dopante. Migliorerebbe, infatti, le prestazioni di un atleta dal momento che ne aumenta la resistenza alla fatica e la capacità di recupero.

CASO MARIA SHARAPOVA-MELDONIUM: COMPLOTTO CONTRO LA RUSSIA?

Quello che, però, sembrerebbe solo un caso di gossip sportivo, si sta trasformando in un affare di politica internazionale. Sì, perché non va dimenticato che la Sharapova è americana d’adozione, ma russa di nascita.

Alle prossime Olimpiadi, che si terranno in Brasile tra soli quattro mesi, avrebbe portato la casacca della Russia. Diciamo avrebbe perché con il passare delle ore la sua partecipazione a Rio sembra sempre più compromessa. Ad ogni modo, si sa che la patria delle matrioske è da mesi al centro di un vortice che la sta sempre più allontanando dalle Olimpiadi.

E già dal Cremlino si urla al complotto internazionale! Poco importa se su 4,316 test effettuati lo scorso anno sugli atleti russi, ben il 17% (724 in totale, tra cui Ekaterina Bobrova e il ciclista Vorganov) è risultato positivo al meldonium. Forse soffrono tutti di problemi cardiaci, o di diabete. Ma allora siamo proprio sicuri che questi atleti possano partecipare a gare agonistiche senza correre rischi?

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